Determined: A Science of Life without Free Will

by Robert M. Sapolsky

Hardcover, 2023

Publication

Penguin Press (2023), 528 pages

Description

"One of our great behavioral scientists, the bestselling author of Behave, plumbs the depths of the science and philosophy of decision-making to mount a devastating case against free will, an argument with profound consequences Robert Sapolsky's Behave, his now classic account of why humans do good and why they do bad, pointed toward an unsettling conclusion: We may not grasp the precise marriage of nature and nurture that creates the physics and chemistry at the base of human behavior, but that doesn't mean it doesn't exist. Now, in Determined, Sapolsky takes his argument all the way, mounting a brilliant (and in his inimitable way, delightful) full-frontal assault on the pleasant fantasy that there is some separate self telling our biology what to do. Determined offers a marvelous synthesis of what we know about how consciousness works-the tight weave between reason and emotion and between stimulus and response in the moment and over a life. One by one, Sapolsky tackles all the major arguments for free will and takes them out, cutting a path through the thickets of chaos and complexity science and quantum physics, as well as touching ground on some of the wilder shores of philosophy. He shows us that the history of medicine is in no small part the history of learning that fewer and fewer things are somebody's "fault"; for example, for centuries we thought seizures were a sign of demonic possession. Yet, as he acknowledges, it's very hard, and at times impossible, to uncouple from our zeal to judge others and to judge ourselves. Sapolsky applies the new understanding of life beyond free will to some of our most essential questions around punishment, morality, and living well together. By the end, Sapolsky argues that while living our daily lives recognizing that we have no free will is going to be monumentally difficult, doing so is not going to result in anarchy, pointlessness, and existential malaise. Instead, it will make for a much more humane world"--… (more)

Media reviews

Il sole 24 ore
In tutta la tua vita non decidi mai nulla Libero arbitrio. Robert Sapolsky, scienziato di fama mondiale, sostiene che non abbiamo il controllo o la responsabilità di pensieri e azioni che sono invece determinate da catene causali. Il filosofo William James, dopo aver attraversato una delle
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frequenti e dolorose depressioni, scriveva nel diario, il 30 aprile 1870: «Credo che ieri sia avvenuta una crisi nella mia vita. Ho finito la prima parte dei secondi Essais di Renouvier e non vedo perché la sua definizione di libero arbitrio - il sostenere un pensiero perché lo scelgo quando potrei avere altri pensieri – debba essere la definizione di un’illusione. In ogni caso, per il momento – fino all’anno prossimo - supporrò che non si tratti di un’illusione. Il mio primo atto di libero arbitrio sarà quello di credere nel libero arbitrio». James è citato di sfuggita nell’ultimo libro di Robert Sapolsky, neuroendocrinologo divenuto scrittore famoso dopo il bellissimo Perché le zebre non si ammalano di ulcera (1994, seguito da ben due edizioni). Si nota soprattutto l’assenza di Spinoza. La tesi di Sapolsky sul libero arbitrio è una versione aggiornata di quella di Spinoza, noi crediamo illusoriamente nel libero arbitrio perché siamo ignoranti sulle catene causali che determinano ogni nostro stato mentale. Peraltro, entrambi hanno avuto un’istruzione ebraica ortodossa, abbandonata intorno ai tredici anni. Dopodiché, con argomenti diversi, sono diventati campioni di ateismo. Determined oscilla tra l’ambizioso obiettivo di cancellare tutti gli argomenti che difendono l’esistenza del libero arbitrio una volta per tutte, al trasmettere il senso di fastidio dell’autore per dover scrivere di idee ridicole. Si tratta di un libro in gran parte costruito assemblando pagine di riassunti e commenti di articoli e tesi altrui. La sua è comunque una strategia scientifica: tracciare ogni anello delle catene causali che culminano nei comportamenti, a partire da ciò che accade nel cervello negli ultimi millisecondi prima di agire, su su fino a come il nostro cervello viene plasmato dalle prime esperienze, e anche prima, a livello di neurotrasmettitori e geni. Se qualcuno mi dimostra, osserva Sapolski, che qualcosa può essere causato da «nulla» o che un neurone si attiva senza che si possa identificare una causa, allora prenderò in considerazione il libero arbitrio. Determined è libro di qualità che riprende anche idee già presenti un altro capolavoro dell’autore, Behave (2018). Non è chiaro se egli pensi che il ricco e istruttivo inventario delle cause del comportamento umano che squaderna al lettore cambierà la posizione di qualcuno sul libero arbitrio. La maggior parte di chi lo difende si basa su argomentazioni a priori, che non dipendono da specifiche scoperte scientifiche. Mentre se l’intero stato attuale del mondo è stato causato dall’intero stato del mondo precedente, e così via, allora i dettagli di ciò che sta causando cosa, non sembrano avere troppa importanza. I compatibilisti, che mettono d’accordo determinismo e libero arbitrio, hanno fatto pace con l’idea che tutto sia causato e insistono sul fatto che questo non mette in discussione il libero arbitrio. Ma sono spaventati dall’incompatibilismo, – e Sapolsky si definisce un «incompatibilista duro» – che giudicano pericoloso. Numerosi filosofi credono sia meglio ritenere che le persone vanno trattate come agenti responsabili, dato che se fossero determinati come automi, non vi sarebbe neppure motivo per rispettare le opinioni, le volontà, i voti elettorali, etc. Se le persone smettessero di credere nel libero arbitrio, sarebbe davvero una tragedia? Si scatenerebbero tutti a fare le peggiori cose, sostenendo di non poter essere ritenuti responsabili, perché è tutto biologico e il libero arbitrio è un mito? Sono stati pubblicati studi da cui si evincerebbe che quando si inducono le persone a credere di meno nel libero arbitrio, il loro comportamento diventa più rigido o intollerante. Altri studi suggeriscono che il loro comportamento diventa più immorale nei giochi economici (es. ultimatum game). Nondimeno le persone giudicano i reati ai danni delle persone, non meno gravi in un universo privo del libero arbitrio rispetto a uno indeterministico. Sapolsky non è preoccupato che il mondo vada a rotoli. Perché c’è una parte di persone che ha una visione unica della responsabilità: quelli che pensano che non esista un essere onnipotente che li ritenga responsabili delle loro trasgressioni. Un’ampia letteratura, osserva il neuroendocrinologo, dimostra che il comportamento degli atei è etico almeno quanto quello dei teisti. Il «determinismo» evoca associazioni errate. Tipo la dottrina calvinista della predestinazione. Una parola più adatta sarebbe: «causato». Tutto ciò che accade è causato da qualcosa che lo precede, che obbedisce alle regole della biologia e alle leggi dell’universo fisico. Detto così, non c’è niente di controverso ed è più accettabile: a meno che non si voglia invocare la magia e non si scelga di continuare a vivere nella mentalità tribale o medievale. E per come sappiamo che funziona la biologia c’è ampio spazio perché le esperienze, come l’educazione, cambino in meglio le persone. Se vogliamo agire sulla base di ciò che dice la biologia, punizione o castigo sono solo strumenti occasionali di deterrenza. È l’unica conclusione logica, dato che siamo macchine biologiche. Se i freni di un’auto sono guasti, non si può guidare, altrimenti si farà male a qualcuno. Se si possono riparare i freni, ottimo. Ma se non è possibile, l’auto deve essere messa in un garage per rimanerci. Quando si guarda alla criminalità umana, il modello di un’auto i cui freni rotti non possono essere riparati dalla scienza delle riparazioni, ha infinitamente più senso di modelli costruiti intorno a superstizioni come le «anime» o il «male».
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Sapolsky’s summaries are pithy and pacy, his spoiling-for-a-fight tone enjoyably provocative. Sapolsky’s long-standing convictions on the subject notwithstanding, he admits to being a normal guy with a normal guy’s feelings. “It’s been a moral imperative for me to view humans without
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judgment or the belief that anyone deserves anything special, to live without a capacity for hatred or entitlement,” he writes. “And I just can’t do it.” He’s in permanent misalignment with his theory of the world: “Sure, sometimes I can sort of get there, but it is rare that my immediate response to events aligns with what I think is the only acceptable way to understand human behavior; instead, I usually fail dismally.” If even the archest of skeptics cannot live out his skepticism, how serious an alternative is it?
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Sapolsky’s conclusions about morality and politics stand on nothing beyond his personal tastes. His book was marketed with such authoritative headlines as “Stanford scientist, after decades of study, concludes: We don’t have free will.” In contrast to the hype, Determined is ultimately a
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collection of partial arguments, conjoined incoherently. And Robert Sapolsky is to blame.
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Determined is a bravura performance, well worth reading for the pleasure of Sapolsky’s deeply informed company. What’s less clear is whether this inventory of the causes of human behaviour should change anyone’s position on free will.
This is an amiable, surprisingly accessible and at times a persuasive book — a paean to empathy and tolerance that yearns for a world in which societies eventually realize that retribution is futile and wrong. But it’s also one that draws some oversimplified conclusions. [Sapolsky] can be
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pleased with the knowledge that what he’s written is stimulating to read, even for those who doubt his conclusions.
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Witty and engaging, Determined is also a goldmine of fascinating information (most of it accessible even to those of us who aren’t scientifically literate) about neuroscience; philosophy; chaos theory; emergent complexity; quantum indeterminacy; evolving knowledge of the causes of epilepsy,
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schizophrenia, and autism; and, of course, the impact of nature and nurture on decision-making.
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User reviews

LibraryThing member annbury
This is an amazing book; I don't think I have ever learned as much from one book as I did from this one. As a non-scientist, it was not an easy read, despite an eminently readable (and frequently very funny) prose style. It was well worth the effort, however. So much for the matter of the book,
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what about the conclusion? That is very challenging, as the author acknowledges. I find myself in the odd position of intellectually accepting his arguments, but emotionally ignoring them. I think the idea of no free will may take quite a while to move from my head to my heart, if it ever does.
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LibraryThing member Tom.Wilson
By now Sapolsky is rightly regarded as one of the greatest communicators in modern science. Crucially he doesn't think that intelligent and complex prose need be obfuscatory or boring, and his wit lightens the load here. In this book he outlines the many ways in which who we are and how we behave
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and think is a result of our environment and biology, and this doesn't leave room to shoe-horn in a magical non-physical thing called 'free will'. Even for those of us who know quite a bit about psychology this is a great read, including as it does some very recent research results. Sapolsky finds that this argument against free will leads to a view of seeing criminals as humans who need to be quarantined from the wider population to stop them hurting others, but not vilified as 'evil' (they are acting in ways we would if we had their genes and brains and backgrounds, etc). This is the best science book of 2023 in my opinion: funny, powerful conclusions, and a hugely wide purvey of different domains of knowledge. However, like even the author of this book, I will continue to act and think in ways in which free will is assumed in human life - that's just how we're made. On the other hand, when I am at a function and well paid people are sipping white wine and lowly paid waiters are picking up empty glasses I won't think that those waiters should just show more 'grit' to get ahead and become the ones with the suits and the wine glasses. I won't think that the well heeled are deserving of their high salaries because of their free will and good choices. They were determined to be there in that position and should stop gloating.
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LibraryThing member markm2315
I don't think I've read anything by the author before. I heard him on Sam Harris' podcast. There doesn't seem to be anything philosophically new here (I wrote the same thing in an Anthropology blue book in 1972 and the TA gave me a D and wrote a vulgar comment.); macroscopic determinism excludes
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free will. But what I enjoyed so much was the author's careful development of his argument and the huge number of small neuroscientific, behavioral, psychological, and evolutionary facts that he uses. I liked his use of epilepsy, schizophrenia, autism, and obesity as examples of the progression of our understanding of these conditions (and I was reminded that tuberculosis was considered a disease of artists, wayward women, and Jews before the discovery of Mycobacteria, and that gastric ulcers were considered a stress-related illness common in white bankers before the re-discovery of Helicobacter pylori).

The second part of the book is Sapolsky's look at the consequences of living in a world in which the absence of free will was accepted. Although he shows that some changes might be possible, especially in his review of the Norwegian penal system, changing the view of other aspects of our life, e.g. Are we really ready to say that all of our personal achievements are due to chance?, are enormously challenging. To say nothing of the effect on Hollywood if revenge movies were seen as ridiculous.
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LibraryThing member waldhaus1
Thought provoking and mind expanding.
I am reminded on the statement I have heard attributed to Schopenhauer:” you may do as you will but you can’t will as you will. I wonder of rather than full determinism we should compare this to Feynman’s particles that follow a course set by probability.
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To some extent the author speaks to that idea. Still off one ours fortunate enough to have opportunities perhaps believing in free will incentivizes trying to be one’s best or as the marines say: be all you can be. “
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Original publication date

2023

Pages

528

ISBN

0525560971 / 9780525560975
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